FOTOGRAFARE IN MONTAGNA

località Preta, Lessinia
località Preta, Lessinia

La montagna, si sa, offre una serie infinita di spunti fotografici. E' sempre piacevole portare con noi la macchina fotografica quando decidiamo di fare un'escursione tra i monti, ed è ancora più gratificante vedere le foto sviluppate una volta tornati a casa. 

Sono anni ormai che mi diverto a fotografare la Lessinia, l'altopiano che ho più vicino a casa e che mi permette di trovare tantissimi angoli interessanti... Ho imparato nel tempo alcune tecniche e molti accorgimenti per ottenere buone foto di paesaggio, e cercherò di condividerle con voi in questo articolo. 

 

Credo che si possano definire due grandi categorie di fotografi: quelli che organizzano una camminata, o una ciaspolata in montagna, e per l'occasione portano nello zaino la compatta o la reflex... e quelli che pianificano un'uscita fotografica, studiando la camminata stessa e i tempi necessari per ottenere le foto che hanno in mente. Mi piace far parte di entrambe le categorie, e ho imparato che l'approccio è molto diverso a seconda dell'importanza che vogliamo dare al nostro tempo. 

 

Se crediamo di percorrere distanze lunghe o salite impegnative, dobbiamo stare attenti a non appesantire troppo il nostro zaino, privilegiando materiali leggeri e poco ingombranti in modo da non trovarci a rimpiangere la decisione di aver portato con noi l'attrezzatura fotografica. In fin dei conti, tra acqua, indumenti pesanti, cibo e i soliti accessori per le emergenze, non rimane poi molto spazio per tutto il nostro armamentario tecnologico...

In questi casi entrano in gioco le care e vecchie compatte, o le mirrorless, che ormai hanno raggiunto livelli di qualità talmente elevati da poter essere tranquillamente paragonate alle ben più pesanti e voluminose reflex con annesse ottiche. Uno strumento che mi sento sempre di consigliare, anche utilizzando le compatte, è il treppiede. Se ne trovano di buon livello con ingombri e peso contenuti, e il loro utilizzo è pressochè tassativo in molte situazioni. Non farei mai a meno di un buon cavalletto.

 

Se il nostro scopo è invece uscire per scattare fotografie, beh.. qui la faccenda cambia. Conosco fotografi che non possono prescindere dal portarsi dietro tutto ciò che possiedono, a partire dal corpo macchina (magari due.. non si sa mai...) proseguendo con tutto il parco ottiche possibile immaginabile (dal macro al supertele... vuoi mai che mentre sto fotografando una salamandra mi attraversi il torrente un capriolo??) per finire con tutta, dico tutta la serie di filtri ND, GND, polarizzatori, reverse, e chi più ne ha più ne metta...

 

 

Marmotta
Marmotta

Personalmente, quando parto con l'intenzione di fotografare, scelgo sempre massimo due lenti; un grandangolo (Canon 16/35 2.8II), che utilizzo praticamente tutte le volte, visto che mi piace da morire l'ampia visuale, l'enorme angolo di campo che trasmette, (e serve tantissimo anche per le notturne vista la sua luminosità), e uno zoom tele (Canon 100-400 IS) essenziale per la caccia fotografica ma altrettanto utile per fare paesaggistica in modo "alternativo". Queste due lenti pesano già parecchio, e se aggiungiamo il peso della reflex (Canon 5d Mark2) arriviamo a sfiorare i 3kg (2865gr). Il treppiede, come abbiamo detto, è irrinunciabile, perciò l'addizione si fa ancora più cospiqua... 

 

 

 

dalla cima del Corno d'Aquilio
dalla cima del Corno d'Aquilio

Uno degli accessori (lo considero parte integrande della mia attrezzatura) assolutamente fondamentali, è un sistema di protezione dalla pioggia. Questo vale sia per noi, che per l'attrezzatura. In montagna, visti i repentini cambiamenti climatici, è abbastanza probabile imbattersi in qualche temporale improvviso. Un coprizaino è molto utile ma non abbastanza sicuro se la pioggia è battente, è per questo che io tengo sempre un poncho nella tasca interna dello zaino stesso. Trovo che la comodità di avere un telo ampio e sicuro sia impagabile. Da evitare tutta la vita gli ombrelli, che a causa dei fulmini potrebbero diventare molto pericolosi. 

Porto sempre con me un copri reflex, un sacchetto fatto apposta per permetterci di fotografare anche se scende un pò di pioggia. Non mi sono mai fidato del trattamento di tropicalizzazione tanto decantato dai produttori di materiale fotografico, perciò ogni sistema di prevenzione è buono per evitare brutte sorprese. Nelle condizioni difficili in genere si ottengono delle belle fotografie, non mi va di rinunciare a scattare solo per il timore di fare danni all'attrezzatura.. è sufficiente prendere qualche precauzione.

 

 

temporale in arrivo
temporale in arrivo
sulla cima
sulla cima

 La libertà di muoversi in montagna sapendo di essere preparati alle evenienze fa sì che ci sentiamo più liberi di gustarci il paesaggio, ci tranquillizza e ci lascia spazio per esprimere la nostra creatività fotografica.

 

 

Camosci
Camosci
fotografia notturna in inverno
fotografia notturna in inverno

Se in estate è possibile gestire abbastanza bene il clima e i suoi cambiamenti, in inverno le cose cambiano, e di molto. Tutti sappiamo quanto può essere pericoloso trovarsi in mezzo ai monti di notte, con temperature ben sotto lo zero. Queste sono situazioni delicate, bisogna partire preparati ad affrontare condizioni a volte estreme. Niente di così impossibile, ma è fondamentale capire che non possiamo trovarci nel bel mezzo della notte, col vento gelido che ci sferza, senza la giusta attrezzatura e conoscenza del luogo.

Il problema si presenta soprattutto una volta raggiunto il posto nel quale scattare. Mentre camminiamo infatti, complice anche il peso dello zaino, e la neve che rende sempre difficili gli spostamenti, è abbastanza semplice scaldarsi e mantenersi in temperatura. Soprattutto quando ci si ferma, e quando decidiamo che è giunto il momento di togliere lo zaino e di posizionare il treppiede.. è qui che iniziano i guai... Tutto diventa incredibilmente più freddo, le mani dopo un pò che si armeggia con il metallo si fatica a sentirle (anche perchè non è possibile scattare fotografie con i guantoni da sci..) e magari siamo pure costretti ad aspettare che la luce del tramonto sia proprio quella giusta per la foto che abbiamo in mente... insomma, fotografare in montagna di notte non è proprio la comodità assoluta.

 

Negli anni ho cercato di fare tesoro degli errori, e il consiglio vero che mi sento di dare a tutti quelli che amano la montagna e vorrebbero portarsi a casa qualche bella immagine delle loro escursioni è di non lasciare nulla al caso. Partire preparati alle evenienze, sapere cosa ci aspetta, calcolare bene i tempi di percorrenza, non avventurarsi al buio in sentieri completamente nuovi e sconosciuti significa avere rispetto dei monti e di noi stessi. 

 

Buone foto e buona luce a tutti!

NV

    

 

 

E' ora disponibile il LIBRO FOTOGRAFICO 

"LESSINIA, L'altopiano dei silenzi" 

Contattami per tutti i dettagli

STAMPE

Scegli la tua foto, la dimensione di stampa, e contattami per un preventivo.  

Contatore accessi gratuito