Lago di Levico - Muse

Lago di Levico
Lago di Levico

Non per forza la fotografia riveste un ruolo primario nelle mie uscite, tuttavia porto sempre con me la reflex quando mi sposto fuori Verona. Il lago di Levico e il Muse, il museo delle scienze di Trento, meritavano un paio di scatti "volanti".

Quando viaggio cerco di farlo con poca attrezzatura, il minimo indispensabile, e non solamente per un discorso di praticità, ma perchè questo mi abitua ad osservare

meglio quello che mi circonda. Imprescindibile un grandangolo, la mia lente in assoluto preferita, quella con la quale mi piace giocare a livello di prospettive e di linee guida. La foto a fianco è stata scattata a 16mm, ho voluto giocare sui riflessi e allo stesso tempo sulla trasparenza dell'acqua. Per fare questo ho scattato 2 foto:  la prima a diaframma f/16, Iso 100, e 1/125 di secondo, la seconda sempre a f/16, Iso 100, ma a 1/60 di secondo. Questo stop in più si è reso necessario perchè ho applicato un filtro polarizzatore, molto comodo per eliminare i riflessi dalle superfici metalliche e dall'acqua... Il filtro polarizzatore toglie circa 1 stop di luce, perciò basta aumentare all'occorrenza il tempo di esposizione, lasciando invariati gli altri parametri. Una volta scattato le due foto, avendo avuto l'accortezza di non muovere la reflex tra uno scatto e l'altro, basta assemblare i 2 files in Photoshop applicando una semplice maschera nelle zone che più ci piacciono. In questo caso volevo togliere i riflessi dal primo piano, in modo da riuscire a vedere l'albero immerso nell'acqua. 

Lago di Levico
Lago di Levico

Il teleobiettivo è la seconda lente che faccio sempre molta fatica a lasciare a casa...

Ci sono tantissimi modi per scattare avendo a disposizione parecchi millimetri di focale, io lo uso sia per gli animali, che per i paesaggi. La capacità di isolare i dettagli e di conseguenza di esaltarne le forme e i colori è impressionante. I laghi, soprattutto in assenza di vento, danno spesso l'opportunità di sfruttare i riflessi. Anche questa foto è in realtà il risultato della fusione di 2 scatti separati. Ho scattato una prima foto per la parte "sopra al lago", con un tele 100-400 mm. Volevo poi rendere il riflesso degli alberi più morbido, mi serviva un quindi un tempo di esposizione lungo per far si che il movimento delle onde andasse ad "appiattire" i dettagli. Non avevo come me un filtro adatto, perciò ho atteso che una nuvola filtrasse la luce del sole, abbassando un pò la luminosità della scena, e ho impostato un diaframma molto chiuso. Il risultato, è stato ottenere un tempo di esposizione sufficientemente lungo per ottenere l'effetto voluto.

 

Muse di Trento, particolare
Muse di Trento, particolare

Nei musei è normalmente abbastanza difficile fotografare, per una serie di motivi legati alla presenza di molta gente, ai vetri protettivi che disturbano le inquadrature, e a tanti altri fattori. Il Muse, a Trento, è un discorso a parte. La sua struttura, l'edificio creato da Renzo Piano, è uno spettacolo di linee e di volumi che meriterebbe un'attenzione particolare. La giornata piovosa non mi ha permesso di riprendere l'esterno dell'edificio in tranquillità, ma anche al suo interno si possono realizzare scatti interessanti. In casi come questo obiettivi luminosi aiutano a fare a meno del cavalletto, spesso vietato e comunque difficilmente gestibile nei musei, lasciandoci la completa libertà di scattare a mano libera con tempi di assoluta sicurezza. Ho scelto il bianco e nero in questo caso perchè mi piace moltissimo escludere il superfluo in presenza di forme geometriche e di architetture.. ho ritenuto il colore come elemento non necessario. 

Al prossimo articolo!

 

NV

 

 

Il Muse di Trento
Il Muse di Trento

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