TENERIFE

Poco più di quattro ore di aereo e dall'Italia si arriva senza troppe complicazioni nelle Isole Canarie. Al largo delle coste africane del Marocco, in pieno Oceano Atlantico, Tenerife occupa un ruolo di primo piano tra le terre emerse di questo splendido arcipelago. La sua natura primordiale ne fa una meta ideale per chi vuole scoprire come si presentava la Terra qualche milione di anni fa, ancor prima della comparsa dei dinosauri. Il primo impatto non è certamente dei più confortanti in quanto gran parte della costa è incredibilmente violentata da infinite costruzioni edilizie. Sembra quasi che nel giro di qualche decennio mezzo mondo, in preda ad un'isteria collettiva, abbia deciso di comprare casa qui, per svernare sfuggendo ai climi umidi continentali a favore di una più mite e costante temperatura, condita dal sole presente tutto l'anno. Pazzesco come si sia potuto permettere un simile abuso edilizio, nemmeno in Kenya o in Honduras ho mai visto insediamenti così sfacciatamente aggressivi e per nulla ecocompatibili. 

Lungo le spiagge si mescolano sabbie nere vulcaniche, a blocchi enormi e contorti di magma e di colate laviche anche abbastanza recenti. Numerosi spunti fotografici permettono di apprezzare albe e tramonti dai colori sempre nuovi e coinvolgenti. 



Lasciate le spiagge, meta della gran parte dei turisti che ricercano la tintarella e restano ammaliati dai ristorantini lungo mare, si può soltanto salire verso l'alto. Essendo Tenerife sostanzialmente un enorme vulcano in mezzo al mare, più si cerca di avvicinarsi al centro dell'isola, e più si sale di quota. Il Teide, questo colosso mastodontico che ha letteralmente risalito le profondità dell'oceano, si è spinto fin lassù, in alto, raggiungendo la ragguardevole altezza di 3718 metri, ed è il vero protagonista dell'isola. Un immenso imbuto di roccia nera, quiescente ma non spento (l'ultima grande eruzione è successa nel 1798) troneggia sovrano su questo lembo di terra in mezzo al blu. La prima cosa che colpisce è la presenza di numerosi microclimi che partono dal mite e soleggiato clima costiero, al freddo pungente d'alta montagna dei quasi 4000 metri della cima del cratere. Nel mezzo, una stratificazione di zone climatiche inedite, nettamente distinte l'una dall'altra.     

Sono tornato sul Teide di notte per fotografare la via lattea, sfruttando le eccezionali condizioni presenti in questo sancta sanctorum per l'astrofotografia, e l'astronomia in generale. Qui è stato costruito un famoso osservatorio, tra i più apprezzati in Europa per la qualità del cielo, limpido e sereno per buona parte dell'anno. Superata la quota di 800-1000 metri, dove in genere ogni sera si forma uno spesso strato di nubi, si spalanca sopra di noi uno spettacolo iridescente davvero unico. Dopo aver dato il tempo necessario alle pupille affinchè si possano abituare all'oscurità di una notte senza luna, rimango esterrefatto da quanto "materiche" sembrano le stelle del firmamento, e da quanta luce producono. La nostra galassia è capace di illuminare da sola il paesaggio attorno a noi, con la forza dei suoi miliardi di soli. Le conformazioni di lava viste durante il giorno, assumono di notte sembianze cupe e mostruose... ci vuole un pò per abituarsi a quell'ambiente così apparentemente ostile, ma una volta entrati in sintonia con il luogo, è davvero difficile decidere che è ora di scendere.            

Un mondo parallelo, una sensazione di infinito che è difficile descrivere a parole, forse si intuisce appena dalle fotografie... Questa meraviglia attrae tantissimi appassionati, ho contato almeno una dozzina di telescopi amatoriali sparsi qua e là nelle piazzole di sosta ai lati delle strade. Un piccolo aneddoto: per fotografare Los Roques, questa enorme roccia dalla forma particolare, si deve camminare per un centinaio di metri dal parcheggio dell'auto. Ore 2:00 di notte, 2.200 metri sul livello del mare, in un'isola in mezzo all'oceano... ma chi vuoi che ci sia?... Ecco, infatti... Mi guardo attorno, e vedo delle strane lucine rosse sparse qua e la. Intuisco che non sono solo, abbasso la luminosità della mia torcia frontale, quel tanto che basta per farmi vedere dove metto i piedi senza disturbare eventuali riprese fotografiche in corso. Se da un lato sapere di non essere soli è confortante, dall'altro lato è abbastanza stupefacente che non si riesca a trovare così facilmente un posto un pò più sperduto, lontano dalla gente.

 

Questo viaggio mi ha fatto scoprire un luogo del pianeta che mi ha lasciato a bocca aperta.

E' una meta che ho deciso di rivedere con più calma, ora che conosco abbastanza le caratteristiche del luogo. Arrivederci alla prossima occasione, TENERIFE :)

         


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